Il problema della disoccupazione giovanile: cause e politiche adottate dall’Unione Europea

La situazione attuale

Il tasso di disoccupazione giovanile europeo under 24 è sceso a febbraio al 19.4% anche se continuano a persistere evidenti squilibri tra i vari paesi membri. Il presidente  della BCE Mario Draghi ha sottolineato come la politica monetaria espansiva e il programma di acquisto dei bond stiano avendo gli effetti desiderati. Nonostante questo miglioramento, con la crescita che continua a mostrare evidenti segni di ripresa, permangono numerose differenze all’interno dell’Eurozona. In Germania, il tasso di disoccupazione giovanile si trova al 6.6%. Tale livello rimane al di sotto del minimo che la Spagna abbia mai sperimentato a partire dall’introduzione dell’Euro. In Grecia, nonostante siano passati 7 anni dal primo salvataggio, la disoccupazione giovanile rimane al 45.2%. Draghi ha più volte sottolineato come la sola politica monetaria non possa risolvere il problema, ribadendo la necessità di riforme da parte dei governi in grado di ridurre la disoccupazione strutturale. (Fonte: Bloomberg).

Le differenze in termini di situazione politica all’interno dei singoli paesi rendono tali riforme molto difficili. Ad esempio in Italia, paese dove storicamente le diverse parti sociali si sono sempre opposte ad una riforma del mercato del lavoro, l’attuale assenza di una forza politica dominante rende tale compito ancora più arduo. Vox si propone di superare questa situazione tramite un approccio globale. L’idea è quella di esportare il modello che attualmente presenta i vantaggi maggiori in uno dei paesi dell’Unione. Questa semplificazione dei modelli legislativi e di regolamentazione ha l’obiettivo di migliorare il coordinamento delle politiche nei singoli paesi. Nella tabella sottostante è possibile trovare i tassi di disoccupazione giovanile in Europa a Febbraio 2017. 

Tasso di disoccupazione giovanile in Europa a febbraio 2017. Fonte: Eurostat

Le cause

Le cause di un tasso di disoccupazione giovanile così alto sono molteplici e non semplici da indagare. Una di queste è chiaramente la grande crisi finanziaria del 2008. I giovani sono stati i più esposti in quanto privi di esperienza e in molti casi di tutele. In secondo luogo, la globalizzazione unita alle attuali asimmetrie esistenti nell’Unione Europea determinano un forte squilibrio nella domanda ed offerta di lavoro. Ciò favorisce la nascita di fenomeni come lo svolgimento da parte di molti giovani di attività per le quali sono troppo qualificati o, al contrario, situazioni in cui le imprese non riescono a trovare le competenze di cui necessitano. Per quanto riguarda la disoccupazione dei singoli paesi, asimmetrie nella struttura del mercato del lavoro, nel welfare, nei sistemi educativi e nella crescita del Prodotto Interno Lordo sono sicuramente alla base dei profondi squilibri visibili attualmente in tutta Europa. La situazione italiana è ancora più peculiare se pensiamo che alla crisi economica degli ultimi anni si è aggiunta una legislazione che non ha risolto i problemi più gravi (precariato) ma che ha riflesso l’incapacità delle parti sociali di trovare un compromesso in grado di favorire l’innovazione e l’occupazione. Tale situazione continua a pesare sugli investimenti esteri, che preferiscono paesi con un sistema chiaro e in grado di incentivare la crescita economica.

Il ruolo dell’Unione Europea

L’Unione Europea ha cercato di attuare misure volte a contrastare la disoccupazione giovanile. Nel 2013, mediante la pubblicazione della Council Recommendation ad aprile, l’Unione Europea ha lanciato la Youth Guarantee. Attraverso tale politica, tutti gli stati membri si sono impegnati a garantire ai giovani al di sotto dei 25 anni un’offerta di impiego, una formazione continua o un apprendistato entro 4 mesi dall’inizio del periodo di disoccupazione o di cessazione degli studi. Parallelamente alla Youth Guarantee, l’UE ha promosso anche la Youth Employment Initiative (YEI). L’obiettivo della YEI è quello di fornire supporto ai giovani che vivono nei paesi con un tasso di disoccupazione giovanile al di sopra del 25%. La politica è volta esclusivamente ad aiutare le persone che non studiano e che attualmente non sono alla ricerca di un lavoro (NEET), inclusi i disoccupati di lungo termine e coloro che non sono registrati come alla ricerca di un impiego. La YEI supporta a livello finanziario l’offerta di corsi di formazione professionale ed educativa e può essere considerata complementare sia alla Youth Guarantee che ad altre politiche nazionali. Il budget totale (per tutti gli Stati Membri della UE) è di 6.4 miliardi di Euro per il periodo 2014-2020. Poiché il livello di disoccupazione rimane su livelli elevati, la Commissione ha proposto il 14 settembre del 2016 un incremento del budget dello YEI da 6.4 a 8.4 miliardi di Euro che dovrà ora essere approvato dal Parlamento Europeo. (Fonte: Commissione Europea)

Se analizziamo i risultati raggiunti da queste politiche possiamo vedere come almeno 14 milioni di giovani siano stati coinvolti nello Youth Guarantee a partire da gennaio 2014 e come i due terzi delle persone che hanno fatto parte del programma nel 2015 abbiano partecipato poi a qualche attività educativa o di apprendistato. In generale, il numero di disoccupati e di NEET si è ridotto rispettivamente di 1.5 milioni e 900,000 unità da quando il programma è stato lanciato. (Fonte: Commissione Europea)

Significative sono anche le riforme implementate a livello nazionale come attuazione della Youth Guarantee. Per esempio, in Bulgaria nel 2015 è stata creata una rete di “mediatori” giovanili con il fine di svolgere un ruolo di intermediari tra i NEET e le istituzioni. In Spagna, il sistema degli apprendistati ha subito una profonda riforma strutturale che ha portato ad un significativo incremento in soli 3 anni (2013-2016) del numero dei giovani coinvolti (da 4,000 a 15,000 unità). Durante lo stesso periodo, il numero di imprese partecipanti al programma sono passate da 500 a circa 660. L’Unione Europea ha supportato i Stati Membri nell’applicazione della Youth Guarantee non solo attraverso un sostegno di tipo finanziario ma anche con l’organizzazione dei singoli piani a livello nazionale. Infatti, la Commissione ha aiutato i singoli stati nell’implementazione del proprio piano nazionale ed ha favorito la circolazione di best practices per i singoli governi.

Se analizziamo la situazione in termini di costi e benefici, Eurofound ha stimato come il costo totale derivante dall’applicazione della Youth Guarantee in tutti gli Stati Membri sia di circa 50 miliardi di Euro l’anno (circa lo 0.7% del Prodotto Interno Lordo europeo). Un mancato intervento sarebbe stato molto più costoso. Infatti, Il costo dei giovani che non lavorano e non studiano è stimato intorno ai 162 miliardi di Euro (1.21% del Prodotto Interno Lordo europeo, stime Eurofound). (Fonte: Commissione Europea)

Uno sguardo al futuro

La presenza di un coordinamento forte e comune potrebbe sicuramente favorire la risoluzione di molti dei problemi citati. Favorire una mobilità degli studenti che vada aldilà dell’Erasmus ed una centralizzazione delle politiche riguardanti il lavoro e l’occupazione potrebbe consentire il superamento di molte delle attuali asimmetrie. Le differenze in termini di sistemi scolastici e di regolamentazione del mercato del lavoro sono alla base delle enormi differenze che è possibile riscontrare tra i vari paesi europei. Uno degli obiettivi di Vox è quello di unire e di effettuare un’ottimizzazione delle diverse politiche europee. Essere in grado di puntare all’unificazione di diversi sistemi formativi può consentire una semplificazione dell’attuazione dei programmi europei e può portare all’applicazione di un unico modello per tutti gli Stati Membri.

Il ruolo di Vox

Vox è la voce di una nuova generazione che ha deciso di prendere in mano il proprio futuro per superare le divisioni che stanno riaffiorando in Europa. Questo clima di tensione e di disillusione si alimenta del sentimento di precarietà che affligge la nostra generazione. Lottare contro la disoccupazione giovanile e l’abbandono scolastico significa sconfiggere l’ignoranza. Sconfiggere l’ignoranza significa sconfiggere la paura.

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Gianluca Vanni
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